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OCCUPAZIONE  

I DATI DELL'OCCUPAZIONE IN ITALI@


Numeri sulle nuove assunzioni e sullo stato di occupazione in Italia e in Europa
Secondo i dati diffusi da Eurostat i tassi di occupazione in Italia sono i più bassi in Europa, soprattutto per donne, giovani e disoccupati di lunga durata: chi perde il lavoro difficilmente ne trova un altro.
L'occupazione in Italia cresce, ma non abbastanza. Negli ultimi tre anni i disoccupati italiani si sono progressivamente ridotti, ma il nostro Paese rimane la maglia nera del Vecchio Continente.
Nel confronto con i quindici sulla variabile occupazione, redatto da Eurostat, l'Italia occupa infatti l'ultimo posto della graduatoria.
Il numero totale degli occupati in tutta l'Ue nella primavera dello scorso anno era di 158,1 milioni, mentre il numero dei disoccupati era sceso a 14,4 milioni rispetto ai 15,9 milioni dello stesso periodo del 1999. Il calo in termini percentuali è dal 9,4 all'8,4%. Il primato negativo dell'Italia è più forte per i disoccupati in cerca di prima occupazione e per quelli di lunga durata.
Secondo le stime del centro d'analisi statistico dell'Unione europea, le differenze tra un Paese e l'altro dell'Europa comunitaria sono davvero notevoli: per fare un esempio, il maggior tasso di occupazione (uomini e donne impiegati dai 15 ai 64 anni) è quello della Danimarca con il 76,4%, mentre l' Italia è in ultima posizione con il 53,4%. La media Ue è invece del 63,1%.
La situazione diventa ancora peggiore se si considerano soltanto le donne: il tasso di occupazione femminile passa infatti dal 72,1% della Danimarca al 39,3% dell'Italia, ancora all'ultimo posto (media Ue: 53,8%).
Molte donne hanno tra l'altro un impiego parziale: il 33,7% nell'Ue, ma ben il 70,6% in Olanda contro un 7,9% in Grecia, ultimo in graduatoria. In Italia la percentuale è del 17,4%.
Informazioni:
www.inail.it 

 

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