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NEW ECONOMY:  PIU' PRESENTE AL NORD,

MA CRESCE AL SUD


(ANSA) - ROMA, 9 OTT - Il terziario avanzato e' piu' presente al Centro-nord ma cresce piu' velocemente al Sud.

E' una geografia a macchia di leopardo, ma in rapida trasformazione, quella della new economy italiana disegnata da Fita (Confindustria) attraverso la ''prima indagine sullo sviluppo nel terziario avanzato nelle economie locali'' illustrata oggi dal presidente Ennio Lucarelli.
L'indagine disegna per la prima volta un'inedita mappa della new economy italiana stilando la classifica di province e regioni impegnate nella modernizzazione: concentrazione prevalentemente al Centro-nord, con una maggior omogeneita' e diffusione nell'area centrale e i piu' alti ritmi di crescita registrati al Sud.
Le tre province piu' innovative risultano essere Milano (con il 9,6% del totale degli occupati provinciali), Roma (8,5%), Firenze (7,9%). Le tre province piu' in difficolta', con una densita' di occupati nel terziario avanzato pari o inferiore al 3% sono Vibo Valentia, Crotone e Nuoro. A livello regionale e' invece il Lazio a guidare la classifica con una densita' di terziario avanzato pari al 7,3%, seguito da Lombardia (6,4%) e Toscana (5,9%), mentre presentano le piu' basse presenze di servizi innovativi Sicilia (3,8%), Molise (3,7%) e Calabria (3,5%).
> Ma se si valutano i trend di sviluppo, l'indagine mostra che il quadro si ribalta completamente. Se a livello nazionale il terziario avanzato e' cresciuto nel quinquennio 1996-2000 del 36,8% (mentre il resto dell'economia italiana si attestava a piu' 3,9%), scendendo nel dettaglio si scopre che, nello stesso periodo, i ritmi piu' elevati di crescita sono stati scanditi dalle regioni del Mezzogiorno, pari a piu' 50%, seguite da quelle del Centro (piu' 47%), a fronte del piu' 31,7% registrato dal Nord-ovest e del piu' 23,4% del Nord-est.
In ogni caso, ha commentato Lucarelli, considerando la presenza di terziario avanzato nel sistema Paese, il settore risulta ancora molto sottodimensionato rispetto alle proporzioni assunte in altre economie industrializzate. In tal senso il presidente di Fita ha portato l'esempio degli Stati Uniti dove, gia' nel 1994, gli addetti al terziario avanzato rappresentavano il 10,5% del totale degli occupati, mentre nel 1996 in Francia coprivano l'8,6%. ''Per superare il gap e avviare una nuova fase di sviluppo dell'economia italiana - ha concluso Lucarelli - bisogna assumere come obiettivo strategico quello di raddoppiare le attivita' di servizi innovativi nei prossimi cinque anni, portando il settore a coprire una quota pari al 10% dell'occupazione totale; e questo sara' possibile soltanto attraverso una politica mirata che promuova l'infrastrutturazione telematica''. (ANSA). FPI/REN 09-OTT-01 11:30 NNNN
Fonte: www.ansa.it 

 

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